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sabato 10 aprile 2010

Adobe: l'esclusione di Flash da iPhone può danneggiare il nostro business

Adobe ritiene che l'esclusione dall'ecosistema iPhone/iPad imposta da Apple possa danneggiare il proprio business. La dichiarazione è contenuta in una deposizione presentata oggi alla SEC, sotto la voce "Fattori di rischio".

L'esclusione dall'ecosistema iPhone e iPad potrebbe danneggiare il business di Adobe. Non si tratta di una previsione catastrofista per la società di San Jose redatta da un sostenitore della Mela, bensì di una esplicita ammissione da parte dei dirigenti Adobe contenuta in un documentopresentato stamane alla Securities and Exchange Commission, l'equivalente USA della nostra Consob.


"Nel momento in cui nuove versioni di sistemi operativi o altri prodotti di terze parti, piattaforme o dispositivi, come l'iPhone di Apple o iPad, rendono più difficile la diffusione dei nostri prodotti, i nostri clienti sono spinti ad utilizzare tecnologie alternative, nostra attività potrebbe essere lesa". Questo è il paragrafo della deposizione SEC di Adobe evidenziato anche da BusinessWeek.

La nota contenuta nella deposizione di Adobe per la SEC si trova nella sezione intitolata "Fattori di rischio" e, ricordiamo, segue di poche ore il rilascio da parte di Apple della nuova licenza per gli sviluppatori relativa ad iPhone 4.0. Proprio la nuova licenza che i programmatori devono sottoscrivere per sviluppare per iPhone/iPad esclude la possibilità di utilizzare sistemi e tool di conversione, come quello che Adobe aveva in programma di integrare nel nuovo Flash 5. Macitynet ha parlato dell'esclusione dei tool di conversione per portare applicativi su iPhone/iPad in questo articolo.

Ora non rimane che aspettare e osservare la prossima mossa di Adobe: prima estromessa dai tascabili più caldi del momento con l'esclusione di Flash su iPhone e touch, poi anche su iPad. Ora con una chiusura ancora più totale e completa che impedisce ai programmatori Flash di portare i propri software su iPhone/touch e iPad ma soprattutto impedisce che i software disponibili per i tascabili Apple siano lanciati in contemporanea anche per altri smartphone e piattaforme. A breve è atteso il lancio della Creative Suite 5: ora bisogna attendere per capire quale sarà il futuro dei tool di conversione e dei packager che la software house di San Jose aveva in programma di inserire nella versione definitiva di Flash CS5.

Star Wars Cantina: dura la vita dei baristi di Guerre Stellari su iPhone e touch

Nella bettola più famosa della Galassia noi siamo i camerieri che devono servire drink come fulmini ma sempre prestando attenzione alla razza e alle caratteristiche degli avventori. Se qualcosa va storto nel bar di Guerre Stellari ci può scappare anche il morto. Su App Store a 3,99 euro.

Nell'universo in lotta di Guerre Stellari anche baristi e camerieri non se la passano bene: il nostro amico proprietario dell'universalmente noto Bar di Guerre Stellari, è in debito con alcuni ceffi poco raccomandabili. Noi, troppo buoni, ci offriamo per lavorare come camerieri e risollevare le sorti della bettola più rinomata della Galassia.

Star Wars: Cantina è un gioco veloce e spensierato che richiede un minimo di strategia al volo e tanta, tanta velocità con le dita. Dobbiamo raccogliere le ordinazioni degli avventori e poi correre come fulmini al bancone del bar dove il nostro povero amico sforna drink in continuazione. Gli appassionati di Guerre Stellari riconosceranno immediatamente tutti i personaggi che varcano la soglia della Cantina: Rodians, Gamorreans, soldati imperiali e ogni tanto persino un ingombrante Jabba The Hutt.

I clienti di diverse razze hanno esigenze e comportamenti diversi che occorre tener ben presenti: se ritardiamo con un drink con le razze più rissose rischiamo qualche tavolo rotto e, nel peggiore dei casi, che ci scappi pure il morto. Comportandoci come si deve con le razze più generose riusciremo a portare a casa più mance e così via.

Star Wars: Cantina è un titolo indicato per i casual gamers appassionati di Guerre Stellari e per tutti gli utenti alla ricerca di un titolo semplice da giocare, utile per riempire una pausa veloce. E' disponibile su App Store a 3,99 euro.

IBM e KACS, una ricerca per dissalare l’acqua marina utilizzando l’energia solare

Un’interessante ricerca per dissalare l’acqua marina utilizzando l’energia solare. Le nuove tecnologie potrebbero ridurre significativamente i costi di acqua ed energia.

IBM e King Abdulaziz City for Science and Technology (KACST), l’organizzazione nazionale di ricerca e sviluppo dell’Arabia Saudita, hanno annunciato una collaborazione di ricerca finalizzata a creare un impianto di dissalazione dell’acqua alimentato a energia solare, che potrebbe ridurre significativamente i costi idrici ed energetici.


Un nuovo impianto di dissalazione ad alta efficienza energetica, con una capacità di produzione prevista di 30.000 metri cubi al giorno, sarà costruito nella città di Al Khafji e servirà 100.000 persone. Il KACST prevede di alimentare l’impianto con la tecnologia UHCPV (Ultra-High Concentrator Photovoltaic), sviluppata insieme ad IBM; questa tecnologia è in grado di far funzionare un sistema fotovoltaico (CPV) ad una concentrazione superiore a 1.500 soli. All’interno dell’impianto, il processo di dissalazione sarà basato su un’altra tecnologia sviluppata congiuntamente da IBM e KACST: una nanomembrana in grado di filtrare i sali e le tossine potenzialmente nocive presenti nell’acqua, utilizzando minore energia rispetto ad altre forme di depurazione.

Secondo gli scienziati del KACST, i due metodi più comunemente impiegati per la dissalazione dell’acqua marina sono la tecnologia termica e l'osmosi inversa, entrambi a un costo che varia tra i 2,5 e i 5,5 Riyal Sauditi per metro cubo. Grazie alla combinazione offerta dall’energia solare e dalla nuova nanomembrana, questo progetto punta a ridurre significativamente il costo della dissalazione dell'acqua marina in questi impianti.


“L’Arabia Saudita è attualmente il più grande produttore di acqua dissalata al mondo e continuiamo a investire per trovare modi nuovi per rendere più economico l’accesso all’acqua dolce”, spiega il Dr. Turki Al Saud, Vice President for Research Institutes, KACST. “L’acqua ha la priorità assoluta nel Piano di Scienza, Tecnologia e Innovazione del Regno, supervisionato dal KACST”.


Poiché il 97 percento dell’acqua del nostro pianeta si trova negli oceani, trasformare l’acqua salata in acqua dolce in modo efficace in termini di costi ed efficiente in termini di energia offre un enorme potenziale per affrontare la crescita della domanda mondiale di acqua pulita. Uno dei mezzi di dissalazione più efficienti è l’osmosi inversa ma sfruttare questa riserva presenta degli ostacoli: principalmente le sfide poste dal biofouling, dalla degradazione del cloro e dal basso flusso. La ricerca congiunta KACST e IBM è incentrata sul miglioramento delle membrane polimeriche attraverso la modifica delle proprietà dei polimeri su nanoscala, al fine di rendere la dissalazione più efficiente e molto meno costosa.


“La nostra ricerca collaborativa con il KACST ha condotto a tecnologie innovative nel campo dell’energia solare e della dissalazione dell’acqua”, spiega Sharon Nunes, Vice President, IBM Big Green Innovations. “Utilizzando queste nuove tecnologie, creeremo sistemi efficienti in termini energetici che, siamo convinti, potranno essere implementati in tutta l’Arabia Saudita e a livello mondiale”.


Nel febbraio 2008, IBM e KACST hanno sottoscritto un accordo di ricerca collaborativa pluriennale, in base al quale gli scienziati di IBM e KACST lavoreranno fianco a fianco presso i laboratori di IBM Research a New York e in California e presso il KACST / IBM Nanotechnology Centre of Excellence a Riyad, in Arabia Saudita.


Evangelist Adobe sulla chiusura di Apple a Flash: «Mossa vile»

A poche ore dall'uscita del nuovo SDK di iPhone OS 4.0, un evangelist Flash considerato molto vicino ad Adobe commenta ufficialmente le limitazioni imposte agli sviluppatori da Apple: «Mossa vile, vogliono esercitare una tirannia sugli sviluppatori». San Josè chiede la modifica del messaggio, ma la tensione sull'asse Cupertino-San Josè cresce.


Non sono ancora passate 24 ore dal keynote di Steve Jobs e l'atmosfera fra Apple e Adobe si è già oltremodo surriscaldata. Dopo la presentazione dell'iPhone OS 4.0 e delle limitazioni imposte agli sviluppatori nei confronti di Flash, e dopo le prime indiscrezioni sulle reazioni di Adobe, arriva la risposta (semi)ufficiale della società di Flash.


In un post al vetriolo, un evangelista Flash, Lee Brimlow, il cuii blog è considerato vicinissimo alle posizioni di Adobe, non trattiene la sua delusione sulle scelte di Apple, che reputa "giustificabili solo dalla volontà di ottenere un controllo tirannico sugli sviluppatori e, ancora più importante di voler utilizzare questi ultimi come pedine nella crociata contro Adobe".


Il messaggio poi prosegue: "Adobe e Apple hanno sempre avuto lunga relazione e ognuno ha aiutato l'altro a raggiungere la posizione attuale. Il fatto che Apple abbia fatto una mossa ostile e spregevole come questo mostra chiaramente la differenza tra le nostre due società".


Il punto di Brimlow è semplice: l'azienda di Flash è per il mercato aperto e libero; crede nella cultura condivisa e nella concorrenza propositiva. Diversamente Apple spinge a chiudere il mercato, escludendo i competitor ed ogni forma di concorrenza che possa rappresentare un rischio per il loro business.


E se Adobe iniziasse a fare lo stesso? "Molti dei sostenitori di Adobe dicono che dovremmo interrompere la disponibilità dei prodotti Creative Suite su OS X, come forma di ritorsione. Ancora una volta, questo è qualcosa che Adobe non prenderebbe mai in considerazione nemmeno fra un milione di anni. Non stiamo cercando di abusare dei nostri fedeli utenti e renderli pedine allo scopo di cercare di ferire un'altra società".


In chiusura l'evangelist Adobe dismette i suoi panni ufficiali e si lascia ad un "Go screw yourself Apple", che tradotto in italiano suona come qualche cosa di (molto) più forte di un "Apple vai a farti un giro...".


Parole incandescenti, anche troppo probabilmente. Tanto che il messaggio è stato successiamente editato e l'autore è stato costretto (da Adobe) a precisare che si trattava di sue opinioni personali. Nonostante questo ci sono pochi dubbi che le ultime mosse di Apple abbiano messo in fibrillazione i vertici di San Josè ed è molto probabile che anche qualcuno anche ai piani alti della società di Photoshop non la pensi troppo diversamente da Brimlow. Che questo sia preludio ad uno scontro finale o siano solo delle manovre per arrivare ad una sorta di accordo lo dirà solo il tempo

HoudaGeo 2.4.6, aggiornato il tool di geocoding e geotagging

Aggiornato il software HoudaGeo, per geociding e geotagging con il quale è possibile referenziare le foto in base a dove sono state riprese. Funziona con iPhoto, Aperture, Lightroom e scrive TAG su file EXIF, XMP, IPTC


HoudaGeo è un tool commerciale (30$) per geocoding & geotagging e consente di assegnare località alle immagini in base a dove sono state riprese; il software funziona con iPhoto, Aperture, Lightroom e scrive TAG su file EXIF, XMP, IPTC. Il geocoding può leggere il log di un GPS e supporta i file GPX e NMEA di vari dispositivi. Non avendo un GPS è possibile impostare manualmente i parametri indicando le località ricorrendo a Google Earth o l'interfaccia con la mappa integrata. E' possibile scrivere coordinate GPS e altri metadati nei tag EXIF/XMP/IPTC su vari tipi d'immagini (JPEG, RAW, DNG, CR2, ecc) e creare file .KMZ (Google Earth) da progetti HoudahGeo consentendo la visione di foto da Google Earth e permettendo la condivisione di foto(non manca la possibilità di esportare i file su Flickr). I più esperti preferiranno esportare i file in formato KML, il linguaggio basato su XML che consente di gestire dati geospaziali in tre dimensioni nei programmi Google Earth, Google Maps e Google Mobile.


In questa nuova versione sono supportati nuovi formati di immagini (Samsung SRW, Photoshop PSB, Sony ARW ed SR2) ed è stata migliorata l’accuratezza del sistema di reverse geocoding che sfrutta Google Maps. Il programma è Universal Binary (nativo per Mac con CPU PowerPC o Intel) e richiede Mac OS X 10.4.8 o superiore.



Rilasciato l'aggiornamento SP3 per Vectorworks 2010 versione italiana

Da ieri è disponibile per il download l’aggiornamento Service Pack 3 per tutte le versioni di Vectorworks 2010, la nota famiglia di soluzioni CAD per la progettazione bidimensionale e tridimensionale. Tra le novità, il supporto dei formati DXF e DWG di AutoCAD 2010.?

VideoCOM, distributore italiano delle soluzioni software di Nemetschek North America, ha annunciato l’immediata disponibilità del nuovo Service Pack 3 per l’intera gamma di applicazioni Vectorworks: Designer, Architect, Landmark, Spotlight, Machine Design, Basic e del Modulo Renderworks.

Il Service Pack 3, un aggiornamento abbastanza corposo, corregge alcuni problemi di stabilità e migliora diverse funzioni, come ad esempio lo strumento di congiunzione dei muri che diventa più rapido ed efficiente. Tra le novità invece spiccano le funzioni di import/export in DXF/DWG che ora gestiscono anche il formato AutoCAD 2010 – volenti o nolenti un formato di file praticamente “standard” nel settore della progettazione e soprattutto del disegno tecnico –, la funzione di esportazione delle tavole di disegno in PDF che guadagna una nuova opzione per la rasterizzazione dei testi, e infine il supporto delle Viewport in vista Alto/Pianta sui Lucidi presentazione quando si esportano le Viewport come elementi grafici 2D nello spazio modello.

Il Service Pack 3 per le versioni in Italiano è disponibile come aggiornamento gratuito e, come di consueto, è scaricabile tramite l'utility Aggiornamento Vectorworks che si trova all’interno del folder dell’applicazione. Attenzione, l’aggiornamento per le versioni in lingua inglese non è compatibile con quelle localizzate per il nostro paese.
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domenica 4 aprile 2010

iPad e Steve Jobs sono la storia di copertina del Time

Ancora una volta il volto di Steve Jobs appare sulla copertina del settimanale più famoso del pianeta. Il Time dedica l'articolo più importante del nuovo numero al lancio di iPad. L'effetto iPad e l'intervista a Jobs in un penetrante articolo scritto dall'attore e scrittore Stephen Fry.



Steve Jobs e iPad: storia di copertina del nuovo numero del Time


Il Time dedica la copertina e l'articolo più importante del nuovo numero in edicola al lancio di iPad. In cover troviamo il profondo sguardo di uno Steve Jobs un po' scarno ma sorridente e in forma, all'interno della rivista un penetrante articolo scritto da Stephen Fry artista poliedrico, attivo come scrittore e famoso al grande pubblico anche come attore. E' lui il protagonista di V for Vendetta ed è lui ad interpretare il Gatto nell'ultimo Alice in Wonderland di Tim Burton.


Fry ha visitato il Campus di Cupertino e ha scambiato due chiacchiere con alcuni dei top dirigenti della Mela, tra cui Schiller, Cue e anche Ive, infine è stato ammesso alla presenza di Steve Jobs per circa un'ora. L'articolo di Fry è interessante sotto più punti di vista. Pur essendo un appassionato di tecnologia Fry non è un giornalista tecnico, così è in grado di cogliere l'effetto che iPad è in grado di instaurare con l'utente, senza limitarsi ai soli dettagli tecnici. Dopo le prime recensioni per lo più positive e lusinghiere dei giornalisti specializzati, l'articolo del Time riesce a spigare meglio l'effetto iPad.


Subito dai primi istanti di utilizzo iPad è in grado di creare una esperienza di utilizzo unica, un legame emozionale tra l'oggetto e l'utente che risulta difficile se non doloroso interrompere. Fry è bravissimo nel descrivere il momento della separazione dell'iPad, preso in consegna dal personale di Cupertino. Infine l'articolo di Fry è uno dei pochi disponibili in cui è possibile leggere in presa diretta di un incontro di persona con Jobs. Fry ammette di essere più emozionato e nervoso di una intervista con Jobs rispetto a decine di altri incontri e interviste con primi ministri, artisti super famosi e così via. Una intervista breve ma, ancora una volta, anche qui emerge il vero Jobs: un uomo che non vede la sua storia come una carriera ma come una serie di vicende e di fatti che relazionano lui e le cose fatte e viceversa. Una vita dedicata ai prodotti e alle tecnologie, per lo più marchiate Mela. Per chi mastica l'inglese l'articolo di Fry per il Time è una lettura caldamente consigliata, a partire da questo collegamento. Ricordiamo che nell'edizione americana del Time anche un articolo di Grossman è dedicato al lancio del tablet della Mela.